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Qualcosa su Sperlonga

Sperlonga
Il Risuolatore

  • Tecnologia e artigianalità allo stato dell'arte
  • Ritirate, riparate, consegnate

Sperlonga | Tra Sperlonga e Gaeta

Regione :
Tipo di Parete :
Numero di vie :
Parcheggio :
Bellezza :
Ambientazione :
Roccia :
Adatta ai bambini :
Altitudine :
Accesso (medio) :

Descrizione

Con il nome di "Sperlonga" gli arrampicatori si riferiscono ad un'area rocciosa della fascia costiera tra Sperlonga e Gaeta, che ricade invece nel territorio dei comuni di Itri e di Gaeta. In realtà si tratta delle pareti calcaree meridionali di Monte Vannelamare (257 m), che chiudono ad occidente la lunga Spiaggia di Sant'Agostino in un contesto naturalistico di particolare bellezza, teatro di tramonti spettacolari.

Sperlonga è la falesia del Lazio dove si è realmente sviluppata più che in ogni altra falesia l'arrampicata sportiva, infatti, nonostante molti avessero intuito le enormi possibilità del luogo, Roberto Ferrante con il suo "Spigolo di Ferrante" alla "Parete del Chiromante", ma poco dopo anche Massimo Frezzotti, Fabio Delisi, Gualtiero Gianni, Giovanni Bassanini e Fabrizio Antonioli, segnarono la svolta reale, il cambiamento di mentalità che ha portato alla realizzazione dei “prototipi” degli attuali itinerari sportivi, attrezzati con in mente non più solo l'esplorazione e l'avventura, quanto il superamento della difficoltà pura. Ma è negli anni '80 che nasce ed "esplode" l'arrampicata sportiva con l'affacciarsi sulla scena di un nutrito nucleo di alpinisti e arrampicatori romani: Furio Pennisi, Stefano Finocchi, Cristiano Delisi, Luca Bucciarelli, Enrico Jovane, Paolo Caruso, Maurizio Tacchi, Marco Forcatura, Angelo Monti, Giorgio Mallucci, Roberto e Giuseppe Barberi, Paolo Rocca, Pierluigi Zolli, Roberto Ciato, Andrea Di Bari e Bruno Vitale. È la stagione delle competizioni (Bardonecchia e Arco nel 1985), mentre Sperlonga era compulsivamente frequentata da un gruppo di forti e giovani arrampicatori che annoverava, oltre i nomi sinora citati, Alessandro (Jolly) Lamberti, Sebastiano Labozzetta, Luca Bevilacqua, Massimo Gambineri, Ignazio Tantillo, Alfredo Massini, Francesco Verdi, Laleh Brown, Antonella Strano e altri che si divertivano a praticare l'arrampicata come disciplina fine a se stessa, attrezzando e liberando monotiri e vie anche di notevole difficoltà che oggi a trent'anni di distanza, testimoniano l'altissimo livello raggiunto allora e che rappresentano ardui banchi di prova per le odierne giovani generazioni di climbers, spesso stupiti dalla impressionante compressione delle valutazioni attribuite all'epoca e dai racconti tramandati sulla distanza delle protezioni originarie misurabili in anni luce. Fino dai primi anni sono tante le visite illustri di famosi personaggi dell'alpinismo e dell'arrampicata tra cui Manolo, Patrick Berhault, Marco Bernardi, Roberto Bassi, Andrea Gallo, Giovannino Massari e molti altri, che hanno contribuito a rendere celebri alcuni itinerari di Sperlonga che segnarono via via lo "sfondamento" dei precedenti limiti di difficoltà. Basti ricordare, tra i tanti,"Kajagogoo"(7a, 1983), "Blues per Allah"(7a+, 1984), "Reggae per Maometto"(7b+, 1984),"Polvere di Stelle"(7b+, 1984),"Elisir" (7b+, 1985),"Il Ricordo del Tempo" (valutata ora 8b, nel 1986 data 7c) negli storici settori della "Parete del Chiromante" e della "Fascia Superiore".

Negli anni novanta il numero delle vie continua a crescere costantemente insieme alla scoperta di nuovi settori e grazie alla dedizione di un piccolo nucleo di appassionati attrezzatori quali Bruno Vitale, Roberto Ferrante e Paolo Bongianni accompagnati spesso da Andrea Giurato, Francesco Mariani, Gualtiero Gianni, Mauro Ciampi e Tommaso Sciannella. Sempre Vitale e Sandro Momigliano aprono numerosi nuovi monotiri sulle "Mura di Amarcord" e in altri nuovi settori, dando il via ad un'opera di recupero e ristrutturazione dei primi vecchi itinerari, che iniziavano con gli anni (e la salsedine) a presentare protezioni e soste malsicure. Nel breve spazio di un paio di decenni erano infatti fioriti a macchia d'olio e in ogni angolo di Sperlonga, centinaia di itinerari sportivi, e nel contempo quelli più datati venivano via via modificati, riattrezzati e resi più sicuri. Si è così passati dai vecchi chiodi arrugginiti e cordoni marci, agli spit artigianali prima e quindi ai fix in acciaio da 8 mm, poi da I0 mm, e infine agli attuali fix inox e ai fittoni resinati. Principale protagonista della ricerca, apertura, manutenzione e risistemazione di nuovi e vecchi itinerari e dei relativi sentieri di accesso, è Bruno Vitale ancora oggi attivissimo nell'apertura e manutenzione, con pochi altri amici, dei numerosissimi itinerari della zona, prestando sempre massima cura al rispetto delle vie preesistenti, dell'ambiente circostante e soprattutto dei canoni di sicurezza in tema di attrezzatura impiegata e linee prescelte. Ricordiamo in proposito la cassetta verde al ristoro Da Guido, posto di ritrovo dei frequentatori di Sperlonga e Moneta, utilizzata per raccogliere fondi per la sostituzione del materiale deteriorato e mantenere in buono stato gli itinerari.

La falesia è tipicamente invernale con esposizione prevalente a Sud Est, i mesi migliori vanno da ottobre a maggio, ma anche nei periodi più caldi è possibile abbinare qualche ora di arrampicata pomeridiana ad una giornata passata sulla bellissima spiaggia di Sant'Agostino.



Accesso Stradale

Chi proviene dal Nord e da Roma può percorrere l'autostrada A1 Milano-Napoli, uscire a Ferentino e seguire le indicazioni per Latina raggiungendo la starda regionale dei Monti Lepini (SR 156). Dopo circa 20 km si segue l'indicazione per Terracina imboccando la superstrada Priverno-Terracina (SA 255) che sbuca sulla via Appia subito prima di Terracina. Da qui seguire le indicazioni per Fondi/Formia/Napoli prendendo una circonvallazione (Variante SS7) che al termine di una galleria permette l'immissione sulla via Flacca (SS 213) in direzione Sperlonga/Gaeta. Superata Sperlonga si prosegue verso Gaeta e si superano quattro gallerie, l'ultima delle quali sbuca sulla Piana di Sant'Agostino. Il luogo di ritrovo e punto di partenza per l'avvicinamento alle pareti è il “Ristoro da Guido” (il mozzarellaro), che è il primo ristoro sulla sinistra (km 20,900 SS Flacca).

Da Roma Sud conviene percorrere la strada statale Pontina (SS 148) e prima di entrare nell'abitato di Terracina prendere la circonvallazione (Variante SS 7) seguendo le indicazioni per Fondi/Formia/Napoli come per il precedente itinerario.

Dal Sud Italia e Napoli si percorre l'autostrada A1 Napoli Milano in direzione Nord e si esce a Cassino. Si prende la superstrada (SS 630) in direzione Formia, quindi si seguono le indicazioni per Gaeta e da quest'ultima si prosegue sulla via Flacca (SS 213) seguendo le indicazioni per Sperlonga. Circa 6 Km dopo Gaeta si giunge alla Piana di Sant'Agostino e al Ristoro da Guido al km 20,900 della SS Flacca (l'ultimo sulla destra).