Umberto Silvestri racconta in due righe la trasformazione del free climbing da libera espressione di sè a disciplina sportiva.
Dal Web
La diffusione nel mondo
Metodi specifici di allenamento fisico e psichico, innovazioni tecniche spesso importate dagli Stati Uniti e fatte conoscere dagli sperimentatori californiani che si allenavano sulla formazione rocciosa di El Capitan, fino allora considerata inscalabile, otterranno risultati clamorosi, rendendo possibile la vittoria contro difficoltà che a quel tempo sembravano insormontabili.
Fondamentale a questo scopo fu il ritorno alla ribalta del chiodo a espansione, il cosiddetto “spit” che ha permesso, negli ultimi quarant’anni, di “attrezzare” in tutto il mondo, innumerevoli vie su centinaia e centinaia di falesie e l’esplosione del free climbing a livello planetario, che conta ormai parecchie centinaia di migliaia di praticanti sia a livello amatoriale che professionistico, ottenendo riconoscimenti prestigiosi, fino ad essere annoverato e inserito, con le necessarie varianti, come “sport” alle prossime Olimpiadi di Tokio nel 2020. Sono sorte addirittura federazioni nazionali e internazionali, codificati e unificati i “gradi” di difficoltà, programmate le competizioni, le norme, con tutto l’armamentario di regole e regolette che però, ”istituzionalizzandolo” e massificandolo, rischiano anche di soffocarlo e comunque di snaturarne i principi originari di genuina libertà anarcoide.
Jannovak
L’Arrampicata sportiva dagli anni del “No Limits” a oggi
Molti sono gli “atleti” che hanno fatto la storia e tra questi, tanto per ricordarne alcuni, gli italiani Maurizio Zanolla alias “Manolo”, l’americano Dean Potter, il tedesco Alexander Huber, l’austriaco Beat Kammerlander e il romano Alessandro “Jolly” Lamberti Bocconi, i francesi Alain Robert (Spiderman) che si cimenta sui grattacieli urbani e Catherine Destivelle, una vera leggenda femminile, alcuni facenti parte per anni del “No Limits Team”. Negli ultimi anni è nata una nuova generazione di giovani arrampicatori che annovera tra i migliori il cecoslovacco Adam Ondra, il californiano Chris Sharma, il tedesco Alex Megos, l’americano Alex Honnold che pratica il “free solo”, ma anche una serie di ragazzini e ragazzine eccezionali come la nostra Laura Rogora, capace di scalare a sedici anni il grado di 9a.
Commenta