Vademecum per la “sopravvivenza” in falesia.
Gianluca Di Benedetto
Spit, fix, piastrine & co…
In principio fu il chiodo da roccia…di varie forme e misure, spesso artigianale!
Ancoraggio mitologico che ha dato più volte vita al tema mistico della ricerca del “chiodo nella roccia”(soprattutto su certi itinerari alpinistici o a causa di certe relazioni forse un po’ troppo vaghe).
Si è passati poi al conforto del chiodo a pressione..improbabile ordigno che permetteva un approccio più metallurgico alla progressione, che restava però sempre molto delicata.
Gianluca Di Benedetto
Tralasciando per il momento tutta una serie di arnesi noti come protezioni veloci utilizzati prevalentemente nell’arrampicata trad o clean, e che hanno una storia a parte, possiamo affermare che la vera rivoluzione sia arrivata con lo spit: ancora oggi infatti si utilizza questo termine per designare la quasi totalità degli ancoraggi in parete!
Un piccolo bussolotto dentato collegato ad un percussore permetteva dopo centinaia di martellate e imprecazioni, spesso in posizioni molto precarie o su ganci (attrezzi notoriamente infidi) di ottenere un foro (ovviamente molto corto) nel quale posizionare il bussolotto stesso.
Gianluca Di Benedetto
È cosi che sono nati svariati itinerari di alpinismo e le prime vie di arrampicata sportiva.
Ma si trattava di un processo ancora molto laborioso (e pericoloso) che fortunatamente nel corso del tempo è stato molto snellito: si è arrivati così al moderno fix.
continua...
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